{"id":1359,"date":"2015-01-18T22:01:57","date_gmt":"2015-01-18T21:01:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/?p=1359"},"modified":"2015-01-19T23:37:07","modified_gmt":"2015-01-19T22:37:07","slug":"il-nuovo-mondo-dellesperanto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/?p=1359","title":{"rendered":"Il nuovo mondo dell\u2019Esperanto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sono arrivata al Congresso Italiano di Esperanto di Fai della Paganella non soltanto per cogliere l\u2019occasione di provare ancora a usare questa nuova lingua, studiata da sola nel corso dell\u2019anno, ma anche e soprattutto, come molti ormai sapranno, per svolgere un\u2019indagine per la mia tesi di Laurea Specialistica in Esperantologia. La borsa di studio che la FEI ha messo a mia disposizione ha rappresentato nel mio caso, quindi, una grande opportunit\u00e0, perch\u00e9 mi ha supportata economicamente non solo nello sperimentare questa arricchente esperienza, ma anche nel proseguire il mio percorso di studi. Il Congresso Italiano \u00e8 stato solo la mia seconda esperienza dal vivo nel mondo esperantista: la prima ha coinciso con la mia partecipazione al Festival Giovanile Esperantista 2014 di Castelsardo, in Sardegna. Questo \u201cuniverso\u201d \u00e8 stato davvero per me una meravigliosa scoperta: non ci si pu\u00f2 rendere conto di quanto questa lingua rappresenti uno strumento miracoloso fino a quando non la si sperimenta \u201csul campo\u201d. Si comprende allora che davvero si dispone di un mezzo per comunicare finalmente democratico ed egalitario, in grado di mettere tutte le persone alla pari, e ci si scopre improvvisamente disinvolti nel tentativo di parlare con tutti, anche se con molti errori! Un aspetto che mi \u00e8 piaciuto particolarmente infatti, e che ho scoperto frequentando il corso di perfezionamento di Esperanto durante il Congresso, \u00e8 che persone che padroneggiano la lingua a livelli molto differenti riescono comunque a stare insieme e discutere di tematiche anche molto sensibili: infatti, chi conosce meglio l\u2019Esperanto, perch\u00e9 lo parla gi\u00e0 da tempo, \u00e8 molto ben disposto a aiutare chi \u00e8 in maggiore difficolt\u00e0. Si intravvede veramente la volont\u00e0 di riuscire a comunicare a tutti i costi, perch\u00e9 non solo gli altri ascoltano senza giudicare (nonostante alcune mostruosit\u00e0 grammaticali!), ma si viene continuamente stimolati e aiutati a esprimere ci\u00f2 che si pensa, anche se non si conosce benissimo la lingua. Non dimenticher\u00f2 il giorno in cui alla nostra lezione erano presenti persone di tre continenti diversi, e a me \u00e8 sembrato davvero straordinario riuscire a interagire con tutti e avere l\u2019opportunit\u00e0 di ascoltare le opinioni di persone con culture anche molto diverse e lontane. Certamente \u00e8 doveroso un ringraziamento al nostro insegnante Rafael!<br \/>\nPurtroppo, a causa della mia ricerca, non ho potuto seguire i molti interessanti seminari proposti nel programma, ma questo \u00e8 stato solo l\u2019inizio, e sono certa che non mancheranno per me le opportunit\u00e0 di usare l\u2019Esperanto anche per imparare nuove cose, oltre che per conoscere nuove persone! A cominciare dal prossimo Congresso a San Benedetto del Tronto, a cui spero di poter partecipare anche per incontrare i nuovi amici.<br \/>\nE naturalmente, se tra quelli che leggono c\u2019\u00e8 qualcuno che ha compilato il mio questionario, desidero ringraziarvi tutti per la vostra collaborazione, disponibilit\u00e0 e gentilezza, e un ringraziamento particolare a Laura e Michela per il loro supporto.<br \/>\nIrene Caligaris<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono arrivata al Congresso Italiano di Esperanto di Fai della Paganella non soltanto per cogliere l\u2019occasione di provare ancora a usare questa nuova lingua, studiata da sola nel corso dell\u2019anno, ma anche e soprattutto,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-1359","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1359"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1359\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1382,"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1359\/revisions\/1382"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esperanto.torino.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}