Ceronetti… in difesa dell’italiano!

Fantastico Ceronetti… in difesa dell’italiano!
(dal Corriere della Sera di giovedì 14)

http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/14/Alzate_senza_paura_barriere_linguistiche_co_9_100114001.shtml

L’ ALTROPARLANTE
Alzate senza paura le barriere linguistiche

Ma perché blaterate tanto, insistendo fastidiosamente, di integrare
nei nostri precari confinetti moltitudini eterofone sempre più grandi
e babeloparlanti, se state buttando via lo strumento civilizzatore per
antonomasia, l’organo riproduttivo supremo di una forma di reale, non
ipotetica e pia, convivenza possibile – la vostra, la nostra, la
disperatamente mia, Lingua Italiana?

Una guerra atipica, incruentissima – eppure guerra vera, senza
quartiere, senza infingimenti – è da fare, con mobilitazione generale
includente giovani leve e vecchie, donne, uomini, e ragazzini
rigorosamente privi di kalashnikov: la guerra all’Inglese,
all’anglofonia d’occupazione, all’americofonia tecnologica,
all’angloegemonia che implacabilmente va stritolando le lingue
dell’Europa continentale e seppellendo in sabbie mobili senza ritorno,
la meno reattiva di tutte: questo italiano nostro di penuria,
analfabetizzato, stupidamente arreso all’angloamericano, sparlacchiato
male da giovani linguisticamente rammolliti, obbligato al servilismo
bilinguistico da governi, come l’attuale, che deliberatamente lo
vogliono subordinato, e da comuni che dappertutto sembrano compiacersi
di insegne eterolingui che stonano, che sforacchiano sinistramente
l’ambiente urbano, che involgariscono, che deturpano…

La diseducazione linguistica conduce dritto all’indifferenza a tutto:
valori etici, culturali, religiosi del luogo dove «la casa dell’
essere», il linguaggio in cui lo spirito della lingua s’incarna,
patisce scala Richter al settimo, tanto che varrà meglio, per vivere
in Italia, imparare inglese basico, pessimo ma apriporta dovunque,
barbaricissimo però solidamente assiso, come il caprone dei Caprichos
di Goya sulle sue zampe.

Non può più essere una guerra di frontiera. Può diventare guerriglia
di refrattari, guerrasanta di aborrimenti – perché il nemico è entrato
da tempo e il suo ginocchio ci sta sulla gola.

Se si ha da eleggere un consiglio comunale e un sindaco bisogna che si
scopra sulle insegne e sul bilinguismo. Intolleranti, votarli.
Tolleranti o indifferenti, astenersi o convergere. Che sugli autobus
debba esserci scritto Entrance-Exit è intollerabile servilismo. Trovi
bilingui programmi culturali, pubblicità bancaria, linguaggio tecnico
di banca, rendiconti editoriali, contratti, orari, prezzi, messaggi
telefonici registrati di ogni natura, menù di ristoranti, prefazioni
erudite, cataloghi. C’è di peggio: il monolinguismo direttamente
anglofono! L’ italiano in Italia è già sparito da alcuni corsi
universitari, da seminari di azione teatrale come a Pontedera, dalla
pubblicità informatica, dagli avvertimenti di pericolo, dagli
indicatori luminosi delle automobili dei macchinari, dai colloqui di
assunzione, dai sistemi compiuterizzati (come si può scrivere computer
e derivati senza ricorrere a questa roba non masticabile?), perfino
dalle pronunzie di nomi e parole stranieri ma non anglofoni – ed
eccoci serviti di Piutin, Fiuhrer, giunior, Pleitone, e il francese
onomastico fiorire di Chemiús, Bírnanos, Mòlier, Vìllon, Ueil, Giùvet,
perché è ormai quasi cessato il rapporto vivente con la lingua sorella
transalpina. Nel linguaggio sportivo l’italiano è ridotto a scopino.
Nei graffiti sconci va prevalendo fuck. La frequentazione dei termini
di economia è un pellegrinaggio infero in cui sommessamente piange il
bell’italiano di Luigi Einaudi, di Vilfredo Pareto.

Ulteriore il peggiorare quando la lingua è mischiata, all’interno
talvolta di una parola sola, o l’inglese è italianato, o l’italiano
angliato mediante particelle. Esempi incessanti: under ventuno; over
settanta; bypassare; fare shopping; fare zapping; stoccare,
stoccaggio; transgender; c’è un black out; deregulation; il fiscal
drag; ce l’ho sul despley; essere trendy, essere sexy; è tutto on
line; ho fatto un leasing; mi trovate sul mio blog; il boat people;
apro un network; preso al discount; tre-dieci mille fiction; body
scanner, scannerizzare; lavoro in un call center; viaggi low cost; vi
trasmettiamo le news; News (testata); riunito lo staff; day hospital,
election day; vaffanday; è stato un flop; il cuore in tilt… Quanto
al Primo Ministro non è più riconoscibile che come il premier. E il
premierato forte chi l’avrà inventato?

Cittadini, una lingua così vaiolosa è un danger serio per tutti! Una
lingua materna non è surrogabile da una sussidiaria, imposta con
prepotenza. È in vista una diffusa confusione mentale. Alzate senza
paura barriere linguistiche. Difendendo l’italiano proteggete voi
stessi.
Guido Ceronetti
14 gennaio 2010 – Corriere della Sera  (pag. 39)

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi